Vedere, comunicare, scegliere.
Strategia dei contenuti....comunicare in senso olistico
Ovvero ufficio stampa....con sempre più web, social network e qualsiasi altro immaginabile strumento.
Si chiama ancora “ufficio stampa” per tradizione ma, ovviamente, il termine oggi è un po’ superato grazie all’evoluzione indicata dalle nuove, potentissime, armi del web 2.0 che si stanno aprendo la strada anche nei più difficili mercati tecnici B2B.
La trasformazione in atto impone di attuare una vera e propria strategia dei contenuti, di saperli costruire con lungimiranza, di mantenerli sempre attuali ed interessanti, compiendo un grande sforzo per rinnovarli costantemente e non farli mai invecchiare... proprio alla stregua di un alimento deteriorabile da consumare solo freschissimo.
Poi di divulgarli sistematicamente attraverso una mappa di mezzi oggi quasi infinita: se la pubblicità, come dicevamo, è morta o superata, gli strumenti al servizio della comunicazione si sono moltiplicati.
Ma cosa intendiamo per contenuti?
I contenuti sono un qualcosa che pensiamo, creiamo e divulghiamo con l’intento di offrire un contributo utile al nostro target, ai nostri mercati, ma che, ovviamente, è anche finalizzato commerciamente.
Ma proprio in questo passaggio sta la chiave della comunicazione attuale.
Pensiamo un attimo a Wikipedia, un’enciclopedia libera dove tutti posso partecipare a condizione di apportare un contributo utile alla ccommunity.
Questo è il nuovo spirito.
Le case histories, un esempio di contenuto e contributo.
Le case histories rappresentano una forma molto efficace di mix tra veicolazione di contenuti utili e di finalità di business.
Una case history, infatti, è una “storia” nella quale un committente aveva un obiettivo, o anche alle volte un problema, un tecnico ha elaborato un progetto, un produttore ha sviluppato con il proprio sapere una soluzione, un applicatore/installatore lo ha concretamente realizzato...e alla fine tutti vissero felici e contenti prosperando per lunghi anni.
Questa è una notizia ed molto più credibile di una pubblicità.
Pensare come il mercato obiettivo
Dobbiamo iniziare a pensare ponendoci sempre più nei panni del nostro mercato obiettivo. Dobbiamo capire più profondamente cosa interessa al nostro potenziale cliente.
Si potrebbe obiettare: “ma l’abbiamo sempre fatto”. No, oggi è differente e non è un passaggio facile.
Torniamo al mondo web, alla blogosfera, e pensiamo al potere di critica che i consumatori (B2B o B2C non fa differenza) hanno nei confronti di un brand.
E’ inutile nascondere la testa come lo struzzo e negare i problemi o i disservizi perché tanto i blog ci potranno distruggere.
Meglio allora trasformare il problema in opportunità e non fare come Dell (il celeberrimo brand di Pc) che ignorò per mesi il blog di un altrettanto celebre giornalista che letteralmente li distruggeva sul piano della qualità e dell’affidabilità.
Attività del servizio >>
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